5 Comments on "Formazione Lavoratori"

  1. Questa è una sentenza da verificare in quanto bisognerebbe capire se la mancata azione di coordinamento è da imputare ad una lavorazione interferente o ad un lavorazione specifica dell’impresa che ha realizzato il ponteggio.

  2. archgabriellapesacane | 1 Settembre 2017 at 19:24 |

    Ho letto l’articolo con grande interesse e nel leggerlo, sono giunta alle stesse conclusioni dell’Arch. D’Avanzo. Per quanto riguarda i contenuti del D.V.R. i cui al succitato art. 17, come sottolineato dal collega, non si fa alcun riferimento alle fasi lavorative che formano il ciclo produttivo, quale che sia l’azienda e che concorrono necessariamente alla valutazione dei rischi,perchè analizzando anche le modalità operative è possibile evidenziare in quale momento ed in quale condizione ad esempio, il rischio di infortunio è maggiore, minore o quasi nullo. Questo per quanto riguarda le aziende in generale.
    Anche per quanto attiene i cantieri temporanei e mobili,concordo con il collega che ha messo in risalto la sostanziale coincidenza tra il D.V.R. ed il POS relativamente.Per un dipendente di un’impresa di costruzioni la sede di lavoro coincide con il cantiere e questa sede è temporanea, quali sono le attrezzature che usa, le sostanze con le quali viene in contatto, le fasi di lavorazione se non quelle che si svolgono in cantiere che sono poi contemplate nel POS? Il DVR dovrebbe essere elaborato dal datore di lavoro (che nel caso di un’impresa coincide con il titolare), relativamente alla sede fisica dell’impresa e dunque valutare i rischi connessi a quel luogo specifico e non al cantiere. Questo commento in buona sostanza riassume sinteticamente il ragionamento operato dal collega che presuppone tra l’altro un’approfondita conoscenza della normativa.
    Personalmente, in qualità di tecnico operante nel settore, mi domando se il T.U. abbia realmente semplificato il nostro lavoro di RSPP, CSE/CSP e se abbia al contempo realmente chiarito ai datori di lavoro di qualsiasi azienda, i propri compiti e le proprie responsabilità.

  3. jonathantrocchia | 4 Settembre 2017 at 17:12 |

    L’articolo deve essere preso come critica a qualche DVR di impresa edile che risulta essere un POS ampliato al quale è stato semplicemente cambiato il nome in copertina.
    Per poter effettuare un DVR, il datore di lavoro dovrà stabilire con esattezza quale una attività lavorativa. Molto spesso i camerali amplianti includono attività lavorative che l’impresa non compirà mai. Quindi tutto deriva dalla effettiva scelta dell’attività lavorativa che si dovrà mettere in essere.
    E’ giusto affermare che il POS è un DVR per singolo cantiere ma è altrettanto giusto ricordare che sono, pur sempre, documenti sostanzialmente diversi tra di loro. Il POS a differenza del DVR elenca: lavorazioni che non sono svolte direttamente dall’impresa; noli a freddo e a caldo, la descrizione delle attività, le sostanze pericolose utilizzate in cantiere, le opere provvisionali e le macchine utilizzate in cantiere, ecc.
    Il DVR dovrà solo valutare i rischi, così come stabilito nel D.Lgs 81/2008, ai quali sono esposti i lavoratori nel processo produttivo aziendale. Stabilito il processo produttivo (intonacatura, posa di tegole, carpenteria metallica, ferraioli, carpenteria lignea, piastrellatura, muratura, ecc.) si potranno valutare i rischi specifici della/e fase/i e individuare i DPI da fornire, il percorso formativo più idoneo, le specifiche visite mediche. Se possiede uno stabilimento nel quale opera (come giustamente riportato nell’articolo) con un ufficio tecnico e amministrativo si valuteranno anche i rischi specifici e l’organizzazione del luogo di lavoro.
    In conclusione, a mio avviso, per una piccola impresa edile il DVR sarà un documento di poche decine di pagine che poi andrà sviluppato ed ampliato con il POS specifico per il singolo cantiere.

  4. Non è assolutamente vero quanto scritto nell’articolo, c’è una travisazione profonda sulla questione nonché una confusione tremenda tra DVR e POS.
    Innanzitutto occorre distinguere il Titolo I dal Titolo IV.
    Il Titolo I riguarda i PRINCIPI COMUNI, che se l’italiano è corretto, significa quello che è scritto: riporta principi comuni a TUTTE le aziende, comprese le aziende edili. Il Titolo IV riguarda norma speciale che si applica nel momento in cui si configura un cantiere temporaneo e mobile. Per tale motivo, ogni azienda con lavoratori DEVE fare la valutazione dei rischi ed il conseguente DVR che dovrà riportare quanto stabilito dall’art.28 del D.Lgs.81/08 e non è assolutamente vero che non debba interessarsi delle attività, in generale, che l’impresa svolge per le attività di cantiere. Il DVR è un documento dinamico, che ovviamente riporterà le misure da attuarsi in generale sulle attività di lavoro che svolge l’impresa, ivi compreso le mansioni per le quali i lavoratori sono adoperati. Tale documento sta alla base di tutto il sistema prevenzionale, tra cui la scelta delle misure preventive e protettive, la programmazione della formazione, informazione e addestramento, le procedure di lavoro, la sorveglianza sanitaria e tutto quanto riguardi “l’organizzazione e la programmazione della sicurezza sul lavoro”. Una azienda senza un DVR “completo” è deficitaria e si espone ad enormi responsabilità prevenzionali, sia in caso di infortuni che in caso di malattie professionali.
    Dal momento in cui una impresa edile aprirà un cantiere, entrando nel regime del Titolo IV, sarà obbligata a valutare lo specifico contesto (anche sulla scorta del PSC in relazione alle interferenze, ove previsto) e quindi a contestualizzare la propria valutazione dei rischi nella realtà specifica, da cui redigerà il POS che “equivarrà” ad adempimento di cui all’art.17 comma 1 lett.a) per lo specifico cantiere, che NON SIGNIFICA “equivarrà al DVR”. Sono due concetti distinti, ed il normatore ha inteso “equivalere” il POS non al DVR ma all’adempimento legato al DVR, come è chiaramente scritto. POS e DVR si parlano, nel senso che gli elementi generali riportati nel DVR saranno elementi che si contestualizzeranno nello specifico cantiere e quindi dettagliati in POS che sarà redatto secondo l’All.XV (e NON secondo l’art.28), nel mentre ove lo specifico cantiere dovesse rilevare nuove attività lavorative, o comunque nuovi rischi, nuove sostanze chimiche, ecc. questi saranno trattati anche ai fini dell’adeguamento successivo del DVR (che si deve redigere secondo art.28 e NON secondo l’All.XV). Di fatti, la programmazione della prevenzione “in generale” e per tutta l’impresa sarà trattata solo ed esclusivamente nel DVR e non nel POS che invece è specifico di un cantiere e quindi nasce e muore con esso. Ove occorra programmare specifici piani formativi e di addestramento, piuttosto che la sorveglianza sanitaria, o ancora i piani di miglioramento, da riferirsi a tutta l’attività aziendale, questi saranno trattati nel DVR e da esso dipenderanno le azioni future, non certamente nei POS che riguarderanno solo ciò che si dovrà fare su ogni cantiere e cantiere per cantiere.
    Quindi NON E’ VERO che i DVR delle imprese edili devono interessarsi solo degli uffici o dei magazzini, ma dovranno considerare TUTTA L’ATTIVITA’ SVOLTA dalla medesima impresa e la valutazione riguardare TUTTI I RISCHI.
    RSPP

  5. Antonio D'Avanzo | 26 Febbraio 2018 at 15:26 |

    Si in effetti La valutazione dei rischi di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a),così come definita all’art.28 deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori relativamente all’uso delle attrezzature, delle sostanze nonché quelli inerenti il luogo di lavoro , la normativa non parla di fasi lavorative. I rischi da analizzare naturalmente vanno riferiti alle fasi lavorative che effettivamente si svolgono in azienda. Le fasi inerenti i contratti di appalto e quindi quelle specifiche da realizzare nel cantiere cantiere, vanno valutate attraverso il POS che rappresenta il documento di completamento e di dettaglio del DVR.

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