Giornata Nazionale della Salute e la Sicurezza sul Lavoro.

Il giorno 28 Aprile di ogni anno, ricorre la Giornata Nazionale della Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro ( World Day for Safety and Health at Work )  istituita nel 2003 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (in inglese ILO International Labour Organization) per promuovere a livello mondiale, la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.
Questa campagna internazionale di informazione punta i riflettori sulla sensibilizzazione di una cultura atta a garantire un ambiente più sano e sicuro in tema di Salute e di Sicurezza sul Lavoro, con particolare attenzione al numero tutt’ora elevato degli infortuni sul lavoro, delle malattie professionali e delle morti bianche.
La legge nel corso degli anni ha stabilito regole sempre più efficaci per prevenire gli infortuni sul lavoro ed evitare quindi i rischi per la salute dei lavoratori. Il sistema di regole, che oggi sono riassunte nel D.Lgs. n. 81 del 2008 e s.m.i., impone al datore di lavoro (e ad una serie di altri soggetti) di eliminare le fonti di pericolo collegate allo svolgimento di una determinata attività lavorativa all’interno di un determinato contesto.
L’attuale periodo di emergenza sanitaria connessa alla pandemia da SARS-CoV-2 ha portato alla necessità di adottare importanti azioni contenitive di prevenzione e di sicurezza che hanno richiesto, fra l’altro, la sospensione temporanea di numerose attività produttive evitando o perlomeno riducendo la diffusione del contagio da rischio biologico, comprendendo ancor meglio che l’espressione “prevenire è meglio che curare” è senza dubbio tra i detti più popolari e, oserei dire, di una attualità sorprendente dal momento che viviamo un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.
Non dobbiamo, quindi, pensare a tutto ciò che riguarda la prevenzione e la sicurezza sul lavoro come ad un mero e semplice adempimento alle leggi, bensì si deve giungere ad un approccio più ampio e condiviso verso il significato comune del lavorare in sicurezza, tenendo conto della produttività e contemporaneamente del benessere delle persone. Fare prevenzione, secondo il D.lgs.
81/08 e s.m.i art.2 c.1 lettera n, è “il complesso delle disposizioni o misure necessarie, anche secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali, nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno”.
Si tratta quindi di tutte quelle azioni che sono programmate e realizzate con la finalità di eliminare o ridurre il rischio definito dall’art.2, lettera s, del succitato Decreto come la probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione.

Le misure di prevenzione possono essere di tipo strutturale o organizzativo, come il buon esempio dal punto di vista comportamentale, a partire dall’autorevolezza dei responsabili, l’informazione, la formazione e l’addestramento dei lavoratori per far apprendere l’uso corretto di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), di attrezzature, macchine, impianti, sostanze chimiche, l’adozione di comportamenti e procedure operative adeguate, la salubrità dell’ambiente di lavoro, la corretta progettazione ed esecuzione d’interventi di manutenzione, d’impianti, di macchinari e così via.
Nella scelta delle misure da adottare, i datori di lavoro devono garantire il principio della massima sicurezza tecnologicamente possibile, in base al progresso tecnico e alle conoscenze scientifiche disponibili per quel determinato settore di lavoro.
Le azioni di prevenzione, quindi, devono adattarsi alle singole realtà nelle quali si va ad operare, coinvolgendo nel procedimento anche i lavoratori.
Per questo motivo la normativa prevede tre momenti fondamentali. Nel primo (la c.d. “valutazione dei rischi”) l’impresa individua i rischi ai quali sono esposti i lavoratori. Nel secondo vengono adottate le misure di sicurezza ritenute più idonee ad eliminare o comunque a contenere i rischi.
Nel terzo, i lavoratori vengono informati sui rischi ai quali sono esposti e viene loro data una formazione adeguata per l’utilizzo dei sistemi di sicurezza. 
Ricordiamo, inoltre, l’importanza relativa all’elezione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) che secondo la definizione dell’art.2 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i, è la “persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro”. Egli si assicura, dunque, che nell’azienda o nell’unità produttiva vengano rispettate le norme stabilite dal Testo Unico sulla sicurezza e che, solitamente, avviene in concomitanza con questa giornata.

Dott.ssa Alessandra Abbate

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